11/04: presentazione libro “rinascimento virtuale” di Mario Gerosa

Arte, Second Life, books, intoscana3.0 aprile 9th, 2008

(dall’altro mio blog…)

mg

Venerdì 11 aprile 2008 alle 21.00 nella sim della Toscana in Second Life alle seguenti coordinate: http://slurl.com/secondlife/toscana/85/215/105, verrà presentato il libro “Rinascimento virtuale” di Mario Gerosa, appena pubblicato da Meltemi. Si tratta di un saggio che delinea le nuove direzioni dei social network e dei mondi virtuali. Tra i vari temi trattati, i rivali di Second Life, le nuove forme d’arte sviluppate all’interno dei social network, i modi per far diventare il proprio avatar una celebrità, le nuove prospettive del turismo virtuale.

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Arte solo per avatar?

Arte, Second Life, books marzo 17th, 2008

(nuovo articolo sull’altro mio blog…)

Un po’ di tempo fa abbiamo parlato di un processo ciclico relativo ai nuovi media in generale e a Second Life in particolare. Tentando di dimostrare come il percorso che c’è stato, ad esempio, sul web sia esattamente lo stesso che, compresso e a tempi ridotti, si sta riproponendo oggi su Second Life. Dieci anni di web concentrati in un anno su Second Life. Passando dalla tecnologia al contenuto, e dal contenuto top-down a quello bottom-up. Dal web1.0 al web2.0.

DresdenGallery

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CULTURA CONVERGENTE DI HENRY JENKINS

books, media marzo 8th, 2008

cultura convergente

«Nel migliore dei mondi possibili, la pubblicazione di questo libro scuoterebbe come un terremoto il dibattito italiano su Internet e le nuove tecnologie di comunicazione. Se non produrrà nemmeno uno scarto, significa che quel dibattere è una parvenza di vita, finestre sbattute dal vento in una villa disabitata, mortorio al cui confronto un poltergeist è il Carnevale di Rio.
Cultura Convergente è un saggio rivoluzionario per molte ragioni.»

Così comincia la prefazione di “Cultura Convergente” (Apogeo, Milano 2007) di Henry Jenkins, direttore del Comparative Media Studies Program del MIT. Un libro geniale e allo stesso tempo molto accessibile sulle tendenze dei Media, vecchi e nuovi, sui punti di divergenza e soprattutto sui punti di convergenza.

Se vi occupate di comunicazione, new media, o siete semplicemente curiosi di sapere come stanno evolvendo gli scenari (sempre più globali) del mondo del mass-media e della cultura pop, non potete proprio perdervelo.

La prefazione dei Wu Ming poi è strepitosa!

Vi consiglio di leggere anche questa intervista al prof. Jenkins.

libro: Cuori meccanici

books febbraio 14th, 2008

“Da piccolo non perdevo mai un Carosello.
Molti bambini sognano di fare la l’astronauta, lo scienziato, l’esploratore, la rockstar. A me sarebbe piaciuto diventare un creativo della pubblicità. Per anni uno dei miei giochi preferiti è stato arrampicarmi sul tavolo della cucina e imitare Calimero o l’Uomo in Ammollo. Cercavo di vendere mio fratello, la casa in cui abitavo, il mio orsacchiotto, la bicicletta da cross. I miei genitori erano convinti che sarei diventato un manager. Ma io volevo solo creare storie. Tutto il resto mi lasciava indifferente e mi irritava.
Avrei dato qualsiasi cosa perché il mondo se ne accorgesse. Di chi è la colpa se le cose sono andate diversamente? Oggi i miei compagni di scuola sono avvocati, commercialisti, imprenditori. Io a trent’anni mi sento Peter Pan. Forse ha ragione chi pensa che la fuga sia la sola possibilità di successo per un talento mancato.
Lavoro da tre anni in un’agenzia di pubblicità ma non faccio il creativo. […]
Passo il tempo leggendo analisi di mercato o partecipando a riunioni in cui studiamo nuove strategie per convincere le casalinghe a comprare cose di cui non hanno bisogno. A soli trent’anni sono schiavo del sogno prediletto dagli impiegati. Gettare l’orologio, il cartellino da timbrare e il mondo vista dal lato sbagliato della finestra.
Mi chiedo se sia il primo sintomo di un malessere più ampio. Se vi ha contagiato, sapete di cosa sto parlando. La linea di confine tra la mia anima e un qualsiasi prodotto è sempre più sottile.
Quando la sera esco dall’ufficio spesso non ci sono supermercati aperti e guardo la televisione o mi attacco ad Internet mangiando monodosi surgelate.
Se pensate che dissipare la vita in questo modo sia normale, potete fermarvi qui. Mi prendo queste poche righe per non farvi perdere tempo. Se state bene come state, forse non abbiamo molto da dirci.

[…] mi viene in mente che oggi è venerdì, giorno in cui, io e i miei amici leggiamo avidamente il «Corriere della Sera» valutando ogni possibile offerta di lavoro. Abbiamo un curriculum sempre aggiornato nel computer e non esitiamo a spedirlo a ogni azienda interessata al nostro profilo. Cambiamo lavoro come si farebbe con un abito, anzi a volte ci preoccupiamo se per qualche mese non telefona nessuno per avere informazioni su di noi o per farci qualche proposta.
Non siamo impazziti: cerchiamo di sopravvivere alla logica della catena di montaggio. Siamo carne da azienda valutata un tanto al chilo. La mutazione del mercato verso una competizione globale tende a trasformarci in utensili dal valore funzionalmente determinabile. La flessibilità professionale, strombazzata dai mass media e truccata da grande opportunità, si rivela per la mia generazione nient’altro che una forma di sfruttamento che ci fa rimpiangere il caro, vecchio posto fisso dei nostri padri.”

Tratto da:
“Cuori meccanici” di Andrea Mancinelli –
Baldini Castoldi Dalai editore, Milano 2004